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Ze 30 Ze Records 1979-2009 AA. VV.
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mutant disco wave Voti redazione e staff

AA. VV.

Ze 30 Ze Records 1979-2009

Strut Records

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Esistono delle “scene” che - per quanto storicizzate e/o influenti - ancora non hanno ricevuto la collocazione che meritavano: tra queste vi è senza dubbio la New York che, tra la fine dei ’70 e il decollo del Reaganismo, rispondeva alla crisi con le due wave, una disco music ormai assurta a classico e soprattutto la reciproca impollinazione, testimoni influenze funk, latine e caraibiche lascito di una metropoli che è cento universi in uno. Perfetto laboratorio sonoro in anticipo sull’oggi, anche, nel quale giocò un ruolo rilevante la ZE, etichetta fondata dall’anglo-libanese Michael Zilkha e dal punk parigino in trasferta Michel Esteban. Senza porsi limiti di genere e avvalendosi della distribuzione Island, il duo rivelò ai soliti quattro gatti un sottobosco dove gli sfregi del CBGB’s e le carezze del Paradise Garage rappresentavano facce della medesima moneta. Splendore che durerà fino alla chiusura della label nell'86, divenendo materia di culto fino alla ricomparsa del solo Esteban nel 2002, in parte causata dal rinnovato interesse delle giovani leve verso tali sonorità.

Ed è proprio per celebrare il trentennale del marchio che la Strut pubblica questa raccolta di brani per lo più editi ma col pregio di restituire, del ventaglio stilistico di cui sopra, tutta l’ampiezza e porsi così come adeguata presentazione al neofita. Non manca nessuno alla festa: un Kid Creole - remixato da Larry Levan - in anticipo sul Byrne solista e il funk in candeggina dei Was (Not Was); i Suicide con la struggente Dream Baby Dream e Alan Vega che ostenta radici rockabilly in Jukebox Babe; la tenera, sfortunata Lizzy Mercer Descloux che suona già post-chill out e Cristina a dipanare oscurità sulla pista da ballo. La satira Devo-luta Re Bop Electronic allestita da Marie Et Les Garcons e il pop che prefigura i Pizzicato Five della favolosa Maladie D’Amour a firma Aural Exciters contrappuntano gli otto minuti di Bustin’ Out (mostro disco-funk spaccaossa partorito dai Material più Nona Hendryx) e gli schiaffi colemaniani di James White e relativi Contortions. Un’ora e rotti di gustoso bignami da mandare a memoria e collocare sullo scaffale accanto alla serie Mutant Disco. Approfondire, dopo, sarà soltanto una logica conseguenza.

(7.2/10)

Scheda: AA. VV.

Pubblicazione: 10 Luglio 2009

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Ristampe, Compile, Live 2009)

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