Recensione
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Genere

garage, pop

Data di uscita

Ottobre 2006

Pubblicazione

16 Ottobre 2006

Clinic

Visitations

Domino

Dopo l'apparente alt di Winchester Cathedral, per i Clinic è tempo di tornare sulle scene. C’è da esserne contenti perché, soprattutto chi pensava – come chi scrive–che la band di Liverpool fosse arrivata a un punto morto, avrà da ricredersi. Pur non cambiando nulla radicalmente, in Visitationsi quattro sfoggiano una maggiore confidenza che si traduce in un’attitudine più sicura, ora aggressiva (il garage-punk quasi Motorhead di Tusk), ora rilassata e melodica come non mai (Paradise); l’ideale per (ri)affermare un suono che si dava già per spacciato, come in episodi ripetitivi ma convincenti come Children of Kellog, The New Seeker (gorgo Joy Division / Magazine).

L’album funziona proprio in questo suo riproporsi cazzuto e convinto, sfoderando inoltre armi imbattibili come il sabba Fall / Velvet Underground / Beefheart dello starter Family, o il folk-raga dell’immediatamente successiva Animal Human (non troppo lontana dai recenti Oneida), o i tribalismi assortiti di Gideon. E non mancano nemmeno le sorprese, che se non fanno saltare dalla sedia quantomeno sono la spia di un’ispirazione ritrovata, vedi l’electro wave tra Barrett e Pulp (!) in If You Could Read My Mind, o il finale Bacharach-iano di Children Of Kellog, o ancora l’inedita acustica di Jigsaw Men, o le rinnovate ascendenze Radiohead, che si tingono di soul nella title track.

Pare che, adesso che hanno uno studio tutto per loro nella città natale, Ade Blackburn e i suoi amici abbiano intenzione di sfornare un album all’anno. Se non ci sentiamo di scommettere sull’originalità e la qualità del materiale a venire, ci consola il solo pensare che uno come Mark E. Smith lavora così da circa trent’anni. Staremo a vedere...

(7.0/10)

Scheda: Clinic

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Antonio Puglia
Antonio Puglia (Album 2006)