For Emma, Forever Ago
4 mesi d’inverno, 4 mesi passati, accompagnato da una chitarra e nulla
più, in una capanna solitaria nei boschi del Wisconsin; 4 mesi di
pensieri, decisioni, ansie, fantasie.
For Emma, Forever Ago,
è qualcosa in più di un disco: è un lasso di tempo, è la riabilitazione
alla vita di Justin Vernon, per l’occasione Bon Iver (correggete un po’
la storpiatura francese e ne avrete il significato). La leggenda
racconta che Vernon, due anni fa, dopo aver rotto con fidanzata e
componenti del gruppo (i
DeYarmond Edison; per
divergenze “artistiche”), abbia abbracciato la chitarra e si sia
ritirato in pausa riflessiva nella baita del padre, tra alberi
ricoperti di neve del Wisconsin. A Vernon serviva del tempo e dello
spazio per mettere tutto in ordine, per parlare a se stesso ed
ascoltarsi. Il risultato è, in un certo senso, “prevedibile”.
For Emma, Forever Agoè intimismo allo stato puro, profuma d’introspezione in ogni singolo
dettaglio. È folk trasognato, cantautorato visionario (leggere i testi
per credere): lievi note di chitarra, ritmica appena accennata, e,
soprattutto voce flebile, delicato falsetto armonizzante. Anche le
minime tracce d’elettronica, che impreziosiscono l’ambiente, ne
accentuano la confidenzialità. Bon Iver è riuscito a estrapolare dai
suoi pensieri accatastati un lavoro caldo e intenso, un’opera
prettamente autoreferenziale, che lo “denuda” dalla testa ai piedi, ma
riesce, allo stesso tempo, a nobilitarlo attraverso la trasparenza e la
linearità della propria arte.
(7.5/10)