Che i Killers siano diventati una delle realtà più established del pop tutto, in grado di contendere non solo le copertine patinate ma anche gli onori e i plausi della gente che conta (vedi anche la recente partecipazione alla colonna sonora del biopic joydivision-iano Control, in cui rileggono Shadowplay), è un fatto ormai difficilmente confutabile. Solo così potremmo accettare qualcosa come Tranquilize, l’inedito di apertura di questa compilation di rarità, piombata sul sempre affollatissimo e remunerativo mercato natalizio. Eppure, non basta. Perché dovremmo anche accettare un’altra verità, ovvero che le capacità di discernimento del sig. Lou Reed, protagonista - nostro malgrado - del duetto, non siano più tanto affidabili.
Meglio glissare - malignità a parte, il pezzo è francamente terribile - e soffermarsi sulla sostanza qui proposta, che non è poi mero raschiamento del barile ma anzi propone outtakes e rielaborazioni ad hocdi brani già editi, mischiate a b sides assortite. Il bello di queste raccolte, di solito, è che mettono in evidenza lati nascosti, certe sfumature che usualmente sono appannaggio dei soli affezionati; magari quella gemma nascosta che non ce l’aveva fatta a finire sull’album, o quella particolare session in cui era uscito fuori qualcosa di irripetibile.
Ma, ahinoi, sul piatto non gira Hatful Of Hollow, e detto ciò si potrebbe anche chiudere qui. Però ecco, a sentire l’inedita Leave The Bourbon On The Shelf ci ricordiamo di certa leggerezza glam-pop dell’esordio Hot Fuss (ah, quei ritornelli), come anche in Under The Gun, e il romanticismo semi-parodistico di Show You How (con incipit quasi lo-fi!) e il Bowie esagerato di The Ballad Of Michael Valentine hanno il loro perché; e per chi è a caccia di stranezze, c’è perfino un’incursione nel country Ruby Don’t Take Your Love To Town, senza contare la Romeo And Juliet dei Dire Straits (che, però…vabbè), o una Sam’s Townspogliata e classicheggiante. Come dire, il potenziale non è del tutto assente. Questo non lo si è mai messo in dubbio; semmai è il gusto pomposo e kitsch che imperversa anche qui - praticamente nel resto delle tracce -, che continua a farci vedere i Killers come una grande occasione sprecata (ad esser buoni), o come un pacco formato famiglia (ad esserlo meno).
(4.7/10)
Scheda: The Killers
Pubblicazione: 13 Novembre 2007
File under: wave, pop, rock
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