Prendete un tastierista, un chitarrista e un bassista, aggiungete due estrosi percussionisti e metteteli all'opera su una fregola fusion con l'esotica fiammella etno sempre accesa e refoli bossa a scompigliare la mistura. Mettiamo che riescano ad azzeccare il dosaggio e ne esca un elisir dolce e acidulo, fluido e frizzantino, coi retrogusti che s'inseguono esoterici e accomodanti lasciandoti sulla soglia di un suadente mistero. Sono i Simak Dialog, quintetto da Jakarta fondato nel 1993 da Riza Arshad (il tastierista) e da Tohpati Ario Hutomo (il chitarrista).
Demi Masa è il loro quinto album, strutturato in quattro sezioni dove le singole tracce - durata media vicina agli otto minuti, dai due e mezzo di Trah Lor Laras al quarto d'ora di Salilana Pertama - si sviluppano sbrigliate come jam, evocative come suite e ipnotiche come raga. Il Fender Rhodes s'impadronisce spesso della scena, guizzando con arguzia speziata più Chick Corea che Zawinul, mentre gli assolo e i ricami della chitarra possiedono un'affilatura scabra e saettante di stampo Scofield. A stupire è però la leggerezza dell'insieme, che ne fa un pregevole manufatto anche in ottica chill out. Provare per credere.
(6.9/10)
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Sembra piovuto dal nulla ma da anni gira nell'underground out-hop USA. A Sufi And A Killer è una rivelazione. Oltre la Warp e l'Anticon, lo yoga e il misticismo, Tom Waits e Flying Lotus...
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