Recensione spot
Freedom Of Thought Ghost-Simon Williamson
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trip-hop emozionale Voti redazione e staff

Ghost-Simon Williamson

Freedom Of Thought

Breakin' Bread

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Produttore e dj nato a Glasgow, ora nel collettivo sud-londinese (con relativa etichetta) Breakin' Bread, Ghost-Simon Williamson (così all'anagrafe) aveva esordito su LP nel 2006 con Seldom Seen Often Heard, ottimo disco indie hip-hop ben accolto dalla critica. Con questo suo secondo album, anticipato da un mini, si supera decisamente. Soprattutto, porta la sua poetica ad un livello di maggiore intensità e maturità. "LISTENING TO THE MUSIC ON THIS PAGE IS LIKELY TO INDUCE A WIDE RANGE OF FEELINGS": così si legge sul suo myspace. E in effetti è chiaro da subito come Ghost punti sul lato emozionale (nel senso più immediato, ed anche enfatico, molto "anni Novanta", del termine) di musica e suono.

Solo cinque i pezzi rappati (feat di altri), quasi tutti ben gestiti (soprattutto l'acquosa Elevate), ma l'hip-hop resta ancora una componente forte, e si sente poi come il nostro sia fan di gente come Dj Shadow (mentre Move Strong, altro ottimo rappato, sembra tanto guardare a Madvillain). Il disco però dice davvero quello che deve dire con le strumentali: dove di hip-hop c'è solo la tecnica cut & paste. Al cuore dei campioni, pianoforte e chitarre acustiche, come a denunciare ascolti indie folk, indie rock o similia, in pezzi di eccezionale efficacia come Feel Pain e Way You Feel. Gli altri strumentali esplorano il pathos grandioso (l'iniziale, cinematografica, Return Journey, con tanto di raddoppio di tempo e assolo acid-hard), ma soprattutto il sorriso agrodolce (The Day After, Daze, From the Beginning, altro picco). Esercizi su materiali lounge-jazz e atmosfere caraibiche i due pezzi di chiusura; spazio invece per una caricaturina r'n'b in apertura, It's All Love.

Meno astratto, più orientato alla forma-canzone, e meno visionario di gente come Four Tet o Flying Lotus, ma comunque molto personale, e da tenere d'occhio. Non un capolavoro, e niente di nuovissimo, ma un disco fatto bene, intenso e, banalmente, bello.

(7.4/10)

Pubblicazione: 18 Giugno 2009

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2009)

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