Recensione
Underneath the Surface Attila Faravelli
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elettroacustica Voti redazione e staff

Attila Faravelli

Underneath the Surface

Die Schachtel

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Due nuove prove, una per la Die Schachtel di cui conosciamo gli ambiziosi e lodevoli obbiettivi/cataloghi, l'altra per il chitarrista/compositore Attila Faravelli alla sua prima solista.

All'ascoltatore, Underneath the Surface chiede soltanto mezz'oretta d'attenzione per una serie (sei in tutto) di snocciolate brillanti escursioni a cui non è concessa distinzione di titolo ma differenza di produzione.

Consistenti ma discreti i collage digitali di Faravelli, velata l'architettura nonostante risuonino nitide le sezioni d'elettroacustica e microsuono a raccogliere e accompagnare le sorgenti (percussioni elettroniche, campi di registrazioni, bozzetti in corde, rintocchi di strumentazione, interferenze e spaziosi turni in drones). L'obbiettivo è la superficie e il suono, indipendentemente dagli scritti che si trattino d'introduzione e sogni immaginati à la Sawako, dagli orizzonti inquieti à la Fennezs, dai riscoperti tepori in glitch, dalle lenti sgretolarsi à la Basinski, o dagli iniziati avvicinamenti al ritmo più sottile (quello vestito a nuovo dall'ulitmo Ielasi qui anche al mastering).

Intenso esordio. Sano eclettismo e garantita preparazione.

(7.0/10)

Pubblicazione: 04 Luglio 2009

File under: elettroacustica

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