Recensione
La Cucaracha Ween
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indie demential Voti redazione e staff

Ween

La Cucaracha

Schnitzel

Gradirei sapere cosa ho fatto di male per portarmi a casa l’ennesima recensione di un disco dei Ween. Mi premurerò di indagare, annotando nel frattempo quanto stavolta siano meno dispersivi e inqualificabili che nel precedente e.p. Friends (dal quale, per non smentirsi, hanno il mal senso di recuperare la paralitica title track). Si fanno in ogni caso valere, tra stacchi degni de Il Pranzo E’ Servito e ballate buone per David Gilmour, atmosfere da piano bar e macchiette country, power-pop paralitico e risibili avventure in levare. Si arriva alla fine stremati, beccandosi la mazzata finale di testi adatti a chi è convinto che American Pie sia il moderno equivalente di Animal House.

Sorge un dubbio, a metà di questa schizofrenica corsa del tutto priva di un guizzo o della congiuntura fortunata di una nuova What Deaner Was Talking About: che Melchiondo e Freeman siano in missione per allargare i confini del “gusto rock” poggiandosi sulla riconquistata reputazione indie. Come se volessero a tutti i costi convincerci che un Santana in salsa prog, citazioni musical di quarta e “space music” inebetita non siano faccende deprecabili ma l’ultima frontiera dello sdoganamento. Sarà, ma io non ci sto. Come diceva la buonanima di Totò, “ogni limite ha una pazienza.

(5.0/10)

Scheda: Ween

Pubblicazione: 20 Ottobre 2007

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2007)

Rss
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