Recensione
Blood Oath Suffocation
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brutal Voti redazione e staff

Suffocation

Blood Oath

Nuclear Blast

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Dopo l'omimo sorprendente del 2006 (non roba nuova, certo, ma il loro suono e la loro musica al massimo della potenza), tornano i Suffocation, stavolta su Nuclear Blast. Si può postulare che più estreme sono le propaggini di genere lambite, e più innovativa è stata storicamente la formula brevettata, meno saranno gli elementi espressivi a disposizione, meno gli spazi di libertà e di novità: più difficile insomma rinnovarsi. I Suffocation non sfuggono al postulato: estremi(ssimi), decisivi, monodici. Messa in conto quindi la fissità stilistica, si cercano altrove i motivi di interesse.

Ma il disco è molto meno incisivo di come ci si poteva-voleva aspettare. A partire dalla produzione, non efficacissima, soprattutto se paragonata a quella scintillante del 2006, con la voce a coprire troppo, da sentire in cuffia per non perdere il filo dei contortissimi riff, catrame geometrizzato. Si nota forse una maggiore compattezza (e una certa vena thrash), dovuta anche alla maggiore quadratura, a un minor sbizzarrimento, della batteria del mito Mike Smith. La voce di Mullen si è fatta ormai quasi del tutto intelleggibile, con un cantato meno continuo e più a blocchi, certamente più dei grugniti sordi degli esordi (ma che si facevano preferire). Manca soprattutto l'impatto a servire dei pezzi anche studiati ma comunque non eccezionali. La conclusiva Marital Decimation continua l'operazione di ri-registrazione programmatica dei pezzi del vecchio Breeding the Spawn. Edizioni con versioni strumentali di due brani dalla tracklist, diverse a seconda del paese.

(6.0/10)

Scheda: Suffocation

Pubblicazione: 16 Giugno 2009

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2009)

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