Recensione
3 Nouvelle Vague
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wavy-lounge Voti redazione e staff

Nouvelle Vague

3

Peacefrog

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Furberia (pensando al sistema-mercato) e ruffianeria (pensando al sistema-pubblico) del progetto (rileggere classici new wave in chiave lounge). Bravura nel confezionare il tutto (voci alla Giuppy Izzo, suoni morbidi, arrangiamenti curati, selezioni azzeccate). Un rischio che si affaccia: che il gioco stanchi presto. Questi i dati "oggettivi" sui Novelle Vague. Al di là poi del gusto personale o di una presa di posizione ideologica (che possono benissimo stuzzicare). Materie di discussione: vengono meno le specificità dei pezzi o queste specificità vengono anzi esaltate dal trattamento NV? Esercizi di stile (gioco di decostruzione PO-MO) e ossessione di genere (di generi: quello "di entrata" e quello "di uscita") o semplice cover band a tema? (Ma valgono poi davvero queste dicotomie così nette?)

Più riuscito, perché più piacevole (ed essere piacevoli è sicuramente lo scopo dei NV) del secondo capitolo, questo 3 accentua ulteriormente lo spostamento del progetto da atmosfere latin latu sensu verso la ballad pop soffice e delicata (con un effetto molto Carla Bruni), ora venata di folk & country, ora di funky-reggae, ora jazzata (e ora rarefatta, quasi ambient, come in So Lonely). Idea carina quella di ospitare Gore per Master & Servant, McCulloch per All My Colours, Adamson (il cameo migliore) per Parade, Hall per Our Lips Are Sealed. Ma la cosa non sposta di molto i risultati. Il vero colpo c'è quando il pezzo è epocale e la rilettura lo trasfigura: God Save The Queen fatta voce e arpeggio, agrodolce come le riletture di Bowie fatte da Seu Jorge per lo Steve Zissou di Wes Anderson.

(6.2/10)

Scheda: Nouvelle Vague

Pubblicazione: 19 Giugno 2009

File under: wavy-lounge

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2009)

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