Recensione
Totem One Master Musicians Of Bukkake
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psych rituale Voti redazione e staff

Master Musicians Of Bukkake

Totem One

Conspiracy Records

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Nonostante vincano la palma per il nome più improponibile del panorama musicale di tutti i tempi – cosa che fa venir voglia di cassarli dal novero dei gruppi ascoltabili senza remore – questi MMOB non sono affatto male.

Il nome a dirla tutta cita i Master Musicians Of Jajouka è già questa di per sè è cosa buona e giusta. Se poi si aggiunge che punto fermo del settetto sono personaggi come Brad Nowan (Burning Witch) e Don McGreevy (Earth) e che tra gli ospiti troviamo il membro onorario Alan Bishop dei Sun City Girls (la voce di People Of The Drifting Houses è la sua), allora la cosa si fa seria.

Totem One è un viaggio cosmico lungo 40 minuti in cui la dimensione panteista dei protagonisti prende il sopravvento sulle escursioni psych grazie all’uso massimalista della strumentazione freak. In aggiunta alla classica strumentazione rock c’è infatti l’apparato d’ordinanza tutto: gamelan, tanpura, corde indiane, flauti, ecc. L’asse delle lunghe composizioni è perciò spostato verso una psichedelia rituale pregna di reminiscenze orientali e dall’impatto fortemente filmico, dilatata e visionaria ma insieme materica e desertica come solo certo Jodorowsky ha saputo fare. Su tutto, perennemente, aleggia un senso di cupezza e di prossima sventura che però non appesantisce mai le fluide strutture, ectoplasmiche a volte, del combo.

Un vero e proprio viaggio, verrebbe da dire, nonostante l’oramai abusata metafora utilizzata per descrivere progetti simili possa non sorprendere più. Ma la realtà dei fatti è che l’ascolto di Totem One trascina verso luoghi lontani. Del mondo e perché no? Dell’io.

(7.2/10)

Pubblicazione: 19 Giugno 2009

File under: psych rituale

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