Recensione
Evenfall Sébastien Schuller
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Intimismi pop Voti redazione e staff

Sébastien Schuller

Evenfall

Green United Music

Sia Sébastien sia la sua label - Green United - non sembrano amare particolarmente i meccanismi di mercato: il sito dell'artista è work in progress, l'etichetta possiede soltanto un My Space, la distribuzione è un affare di passa parola. Di fatto hanno lavorato così male che, a tre anni dal buon Happiness, a maggio usciva Evenfall e non è voltata una mosca. Tutti zitti fino alla pubblicazione della recensione sul blog più famoso della rete, Bolachas Grátis, a cui ha fatto eco Rate Your Music.

Un riscatto necessario - e grazieaddio - perché il nuovo lavoro, se risulta da subito più autonomo rispetto ai suoi proverbiali riferimenti di prossimità, è anche un gran bell'album avvolto in una maliconia intensa e spoglia d'ogni trucchetto copia incolla indie.

Schuller era già bravo ma è maturato: il lavoro volta acustico e per buona parte è pop astratto per il quale possiamo spendere i paragoni più pertinenti con i Buckley, i Sigur Ros e la magia delle Deserter Songs mercuriane senza troppo stringere il campo al solo Yorke e alle tante Pyramid Song. E non dimentichiamo neanche gli episodi diciamo convenzionali dove, tra drum machine e crescendo, il trasporto è ammaliante e il colpo al cuore a effetto istantaneo.

Ma veniamo alla sfiga - e quasi ce l'aspettiamo viste le premesse - il lavoro di produzione: in certi passaggi, l'assenza di un produttore è pesante quanto la cura con la quale Sébastien ha confezionato le tracce. Sébastien non è il DM Stith che va d'incisi e pennellate in libertà e riesce nel contempo a calibrarti bottoni e levette. Eppure... una misura per arrivare al celeste è stata tracciata.

(7.0/10)

Pubblicazione: 17 Giugno 2009

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