Recensione
The Magic Position Patrick Wolf
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Glam Pop Voti redazione e staff

Patrick Wolf

The Magic Position

Universal

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Non stupisce molto, a dire il vero, la bellezza di Magic Position. Questo disco senza punti deboli era la conseguenza auspicabile delle tracce sparse da Patrick Wolf lungo i precedenti spostamenti. Gratifica molto, invece, aver creduto fin da subito al talento di questo ragazzo dall'aria così spersa e fragile ma con l'avventatezza – il coraggio – di mettersi totalmente in gioco, senza che questo abbia mai significato bruciarsi o svendersi. Un gioco organizzato al meglio, affidandosi alle sensazioni più consone. Scegliendosi gli abiti del caso.

Oggi, gli occhi appiccicati alle vetrate caramellose della malinconia, Patrick sa ridere con grazia e piangere con stile. Affascina, stordisce, contagia. Strattona e blandisce sì, ma coi modi di chi ha ricevuto la migliore educazione. Anzi, l'educazione migliore: quella della vita. Gli strumenti sono sempre quelli, però mai tanto ben immischiati gli uni negli afflati timbrici degli altri: pianoforte, violini, synth noise, chitarre agre, giochini digitali, drum machine, ottoni... Certe ferite invisibili dell'anima diventano canzoni dal pathos stordente, assolte sul punto di collassare da una presenza sonica nitidissima, vivida, strutturata senza mai perdere il filo della pura espressività (la straordinaria Magpie assieme alla graditissima ospite Marianne Faithfull, una Bluebells che sembra Nick Cave sotto una pioggia di fuochi d'artificio).

E cosa dire della voce? La voce è oggi la sua voce, quella di un ragazzo che è fuggito da lupo per diventare uomo, con evidenti tormenti in via di assestamento, con ombre di trascorsi amori wave (i Dave Gahan, i Marc Almond) in fase di definitiva metabolizzazione (ascoltate con quale nuda franchezza interpreta Enchanted o il gaio entusiasmo che espettora nella title track). Le sue danze sono spasmi giocosi, fantasie screziate di colori e reminiscenze, un frizzante struggimento capace di mandare i Cure nel minipimer assieme agli Eels (Get Lost), i Depeche Mode tra glasse Sgt Peppers (Accident & Emergency) o il marzapane dei Mùm tra seducenti nuances bjorkiane (la stupenda The Stars). Il ragazzo è cresciuto. Molto.

(7.5/10)

Scheda: Patrick Wolf

Pubblicazione: 01 Febbraio 2007

File under: Glam Pop

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