Recensione
Strangefolk Kula Shaker
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Brit rock Voti redazione e staff

Kula Shaker

Strangefolk

Cooking Vinyl UK

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L'imperativo ciclico del riscoprire/riscoprirsi impone il recupero dei Kula Shaker, eroi incandescenti ma effimeri dei Novanta di mezzo. Incapaci di sopravviversi, si spensero tempo due album. Stranamente, fino all'altro ieri venivano ricordati più le supposte simpatie fascistoidi del leader Crispian Mills che non per il pur apprezzato album d'esordio, quel K che tentava di sognare un'India stralisergica carburandosi di nostalgia impetuosa e pretestuosi (m)isterismi. Fino all'altro ieri, appunto. Oggi che il millennio è sverginato da un pezzo, Mills e soci - quelli originali  - possono finalmente fregiarsi di una propria etichetta, con tutto ciò che questo significa in termini di libertà creativa. Ne sono fieri e felici al punto da intitolare questo loro comeback col nome della label: Strangefolk. Peccato che manchi loro la libertà più importante: quella da se stessi.

Ovvero, dal proprio status leggendario di irredentisti psych avvinghiati al sacro fusto dell'albero magico. Buddha da una parte, Visnu dall'altra, più un nugolo di santoni flower power in fregola hard ricreati con veemente risoluzione da computer graphic. Sì, l'aria è decisamente digitale, malgrado il realismo vintage digrignato in ogni gracidio d'hammond, negli assolo sderenati, nei turgidi giri di basso (un suono che suona alla grande, grazie anche ad un trittico di produttori come Sam Williams, Tchad Blake e Chris Sheldon). Nessuno sberleffo sferzante Jon Spencer, ma un rimettere a nuovo quei vecchi vestiti, come i Beatles imbricconiti Radio Birdman/Supergrass di Great Dictator, o i CSN&Y invalvolati di benzedrina in Second Sight, o quella specie di Nights In White Satin (dei Moody Blues) messa in ammollo nel coccolino che risponde al nome di Shadowlands. Il giochino potrebbe continuare, ma lo lasciamo volentieri a chi pagherà il biglietto.

Quanto a noi, non potevamo attenderci altro che questa parata di canzoni-pretesto, senza abbastanza fiato né cuore per reggere l'usura degli ascolti. E tuttavia divertenti, almeno finché non sgami l'inappuntabile sfoggio di mestiere che trasuda ogni piega del sound.

(6.0/10)

Scheda: Kula Shaker

Pubblicazione: 01 Agosto 2007

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2007)

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