Recensione
Yours Truly, Angry Mob Kaiser Chiefs
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Pop Voti redazione e staff

Kaiser Chiefs

Yours Truly, Angry Mob

Universal

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“Ruby Ruby Ruby Rubeee” dice Ricky Wilson, “ahaa-ahaa-aaaa, aaaa” risponde il coro. La canzone è Ruby, il singolo prescelto dalla band del febbrile tormentone Everyday I Love You Less And Less per girare la seconda puntata nel più classico degli schemi dello show biz. Il tornaconto è immediato: ritornello banale, struttura rock canonica e riferimenti placidamente ruffiani, tra una citazione Stones nel titolo e il timbro McCartney di Wilson ridotto a un automatismo pop plastico e fugace. È un altro segnale forte e chiaro della brit music targata duemilasette: dopo la sbornia angolare è giunto il momento delle “produzioni” e in seguito al pessimo ritorno dei Bloc Party (pomposo e soffocante), il restyle dei brani dei Klaxons (alcuni riusciti, altri forzatamente Ottanta), la svolta semimatura Rakes, ora tocca ai più decorati e attesi del lotto, i Kaiser Chiefs.

È Stephen Street (già, il sig. Smiths e Blur) l’uomo di Yours Truly, Angry Mob, (insieme a Cenzo Townshend al missaggio) a lavorare per un sound pulito, con microfoni ben settati che diano a Wilson il massimo risalto possibile. Del resto, è lui l’unico brand possibile del marchio, nonché un leader maturato e sicuro dei propri mezzi, soprattutto dal vivo, come proprio la lunga tournée post Employment rappresenta la chiave di volta dei nuovi brani (qui in vestito da sera ma dal chiaro potenziale live).

Non stupisce pertanto che una specialità dell’esordio come The Angry Mob – come dire Jerry Lee e Macca che leggono un testo dei Kinks di allora – fallisca nell’unire critica sociale e briosità d’accordi e strofe. E va da sé il resto, tra chitarre punky domestiche e brit melodies tuttifrutti (Heat Dies Down), accordi glam-rock da manuale e i riff (quasi) hard rock (Highroyds).

Una partita folgorante, a effetto, ma anche un boomerang, perché sono brani da pop star che si vogliono tali (soprattutto star), lontani dagli smalti indie che s’apprezzavano nell’esordio e a volte anche vicini al sospetto di un cinico calcolo. Non sorprendono infine le tre ballate che prendono il posto dei mid-tempo del debutto: Love's Not A Competition (But I'm Winning), l’apprezzabile piano-voce di Boxing Champ e la take in stile Blur di Try Your Best (un po’ come Leave The City And Come Home dei Rakes). Episodi genuini, nonostante tutto, non mancano: sono le discrete Thank You Very Much e Learnt My Lesson Well (la più bella), entrambe canzoni dal retrogusto angular.

(5.0/10)

Scheda: Kaiser Chiefs

Pubblicazione: 01 Febbraio 2007

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2007)

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