Recensione
Tied And True Detroit Cobras
Cover image
Garage Voti redazione e staff

Detroit Cobras

Tied And True

Rough Trade

I Detroit Cobras sono una cover band. Una cover band con una missione da compiere, quella cioè di riportare alla luce e re-interpretare con fare garage/rock una serie di successi minori presi in prestito dalla sterminata produzione (northern) soul/r’n’b degli anni Cinquanta/Sessanta. Un’operazione a tratti meritevole, portata avanti con grande dedizione e diventata, grazie all’aiuto di alcuni famosissimi spot pubblicitari, una sorta di piccolo fenomeno mainstream nei paesi anglosassoni, più avvezzi di noi a trattare con certi tipi di sonorità.

Il gioco, però, è bello (talvolta bellissimo) quando dura poco e per i Detroit Cobras sembra veramente arrivato il momento del capolinea, già peraltro ampiamente preventivato dopo la pubblicazione del precedente Baby. Una caduta non certo imputabile alla scelta delle canzoni, ancora una volta di altissimo spessore (nel lotto anche brani di James Brown ed un “tradizionale” pre-war folk) né alla splendida voce della cantante Rachel Nagy da sempre vero propulsore della band americana. A latitare è invece quell’irruenza (s)composta e quell’attitudine volutamente ed ingenuamente precaria che ne aveva contraddistinto gli esordi, oggi schiacciata da una produzione talmente fredda e calcolata da rendere persino insopportabile l’ascolto di alcune parti dell’album.

Il messaggio è chiaro, dunque: meglio puntare a chiusi sui primi due lavori della band (il sottoscritto propende per Life, Love And Leaving) e gettare alle ortiche questo inutile, ma veramente inutile, Tied And True.

(4.0/10)

Scheda: Detroit Cobras

Pubblicazione: 01 Aprile 2007

File under: Garage

| Archivio
Stefano Renzi
Stefano Renzi (Album 2007)

copertina pdf #91