Recensione spot
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Genere

post-rock narrativo

Data di uscita

Aprile 2009

Pubblicazione

14 Giugno 2009

Memorie e violenze di Sant' Isabella

Ultimo Attuale Corpo Sonoro

Manzanilla

Memorie e violenze di Sant'Isabella ha l'impeto rivoluzionario del libero pensiero, la nobiltà d'animo dell'atto politico disinteressato, la commozione gracile di un amore sconfinato, lo spessore dell'opera letteraria, l'intensità catartica di un manifesto programmatico. Se i CCCP rappresentano la militanza, gli Offlaga Disco Pax si identificano nel ricordo nostalgico, i Massimo Volume definiscono la narrativa esistenziale, questi Ultimo Attuale Corpo Sonoro sono l'Italia che non c'è mai stata. Quella ferita a morte dalla politica stragista, messa a tacere da quarant'anni di governo democristiano, sterminata dalle trame piduiste e dai servizi segreti. La voce contro, insomma. Ma anche l'intellettuale senza legacci. Che è punto di osservazione, più che figura statica e personificata. In un processo di identificazione in cui Pier Paolo Pasolini (Empirismo eretico, Ultima lettera al 1975, Le ceneri dell'idroscalo) diventa il poeta turco Nazim Hikmet (L'esilio del canto, I fantasmi del Bosforo, Impossibile dormire a Varna, amore) che diventa Arthur Rimbaud (Memorie e violenze di Sant'Isabella). Ognuno simbolo di libertà d'espressione e di critica contro il controllo sociale violento, metafora di indipendenza e analisi arguta del quotidiano orrore. Oltre i confini di una nazione, di una divisa politica, di un genere.

Spoken word e musica. Quest'ultima, a grandi linee, un post-rock etereo e immaginifico con qualche puntata verso autorialità solenni à la Giovanni Lindo Ferretti. Anche se l'aspetto meramente tecnico passa in secondo piano perché fondamentale è il continuum di musica e parole, il messaggio, l'interpretazione, non i dettagli sparsi. Un fascio di verità e poesia che non vuole essere razionalizzato. Non deve. E che rapisce.

Toccante, Memorie e violenze di Sant'Isabella. Ma anche lucido, necessario. In un momento in cui revisionismo e scarsa memoria storica sono la regola. A tal proposito scrive Gianmarco Mercati, voce e testi del gruppo: “Per tutto questo e in nome della scandalosa forza rivoluzionaria del passato, alzate i vostri canti ora. Perché dobbiamo trovare la forza di imparare tutto. Di nuovo”.

(7.4/10)

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