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Semiotique Visioni di Cody
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prog rock Voti redazione e staff

Visioni di Cody

Semiotique

Si diventa grandi, cambiano i gusti, si viene influenzati da quel che c'č al momento, anche, e mi ero dimenticato. Mi ero dimenticato di quel periodo d'oro del rock italiano. La fine degli ottanta e i primi novanta: i Litfiba, il Consorzio Produttori Indipendenti, i Marlene Kuntz, gli Afterhours, la seconda o terza giovinezza di Battiato. Allora mi sembrava dovesse cambiare chissą che, che ce la si potesse fare, si respirava aria nuova. Ci si sorprendeva orgogliosi e capaci di fare un qualchecosa che appariva, ed era, nuovo anche attraverso la riscoperta delle nostre radici, di cantautori in penombra e certo prog settanta che all'estero ci č sempre stato invidiato. L'ascolto di Semiotique delle Visioni di Cody mi ha riacceso una certa nostalgia per quel periodo: inizia con l'ennesima cover de La canzone dell'amor perdutodi De Andrč (e ci vuole del coraggio!) che č pure bella col suo andamento evocativo  e lirico, tutto un trattenersi e rilasciarsi continuo e prosegue con  quattro canzoni di pregevole rock italiano dall'ampio respiro, pił o meno melodico, in equilibrio tra languido e ruvido. Un demo suonato e registrato molto bene che lascia presagire interessanti ed emozionanti sviluppi. Forza cosģ.

(6.5/10)

Scheda: Visioni di Cody

Pubblicazione: 01 Maggio 2007

File under: prog rock

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