Quel che fanno sono più bravi di noi a dirlo. Paris-Berlin è un ritorno al lo-fi tra rock’n’roll e chanson e rispetto ai due dischi che l’hanno preceduto è diretto, wave e poco sintetico-disco. Loro sono nudi in copertina e noi si trema a metterlo nel lettore, perché dopo la sbronza stereototale della compila Party Anticonformiste uscita quest’anno è difficile pensare a un nuovo disco pieno d’irresistibili mittel-hit, soprattutto quando il duo minaccia di tornare alle origini con registrazioni a quattro piste appena sporcate da cheap synth sbarazzini.
E le operazioni bring it back, si sa, sono così, un gruppo arriva a un punto dove proseguire per la strada della sofisticazione (Do The Bambi) è controproducente e allontana dal format prediletto. Così il ritorno alle origini porta a pericolosi confronti con le origini stesse. Difatti è andata proprio maluccio, la nuova tracklist è auto-revivalista e priva di classici istant pop. I begli scambi linguistici tra Göring e Cactus sono praticamente scomparsi per rincorrere il mito delle veloci pillole elettro-pop-punk e qualche ballatina semiseria delle loro.
E c’è poco da fare: Lolita Fantome, una canzoncina che solitamente la Cactus non sbaglia mai è da sbadiglio a mitraglietta, l’altrettanto tipico anthem femminista Patty Hearst à la Clash fa nostalgia e non comunica la scanzonatezza da rossettosbavato che dovrebbe dare. Il resto è un boomerang: il punk pop (+ cheap elctro spazialoide) Kusse Aus Der Holle Der Musik è automatico ma non come il pop che genialmente cavalcarono quattro anni fa, Mehr Licht sbaglia il mid-tempo rock ballerino e la pista si svuota, la gag cartoon-Sigue Sigue Sputnik (come dire la versione Barbie punk dell’omonima band degli Ottanta) è concisa come dovrebbe sì, ma quel “plastic” dell’omonimo brano ripetuto di troppo fa capire tante cose.
Inutile rigirare il coltello nella piaga, gli Stereo Total sono un duo d’emuli che suona à la Stereo Total. C’è il salvabile tra le pieghe e pensiamo al funk reggae di Ta Voix Au Telephone (un incrocio tra dreadlock e discomusic), oppure al rockabilly Ich Bin Der Stricherjunge con Going stralunato e bevuto come lo vorremmo sentire sempre. Ma non è proprio il caso di essere indulgenti.
Loro dicono “This is Punk, this is Rock’n’Roll, this is modern Music!”, ma qui si tratta d’essere feticisti e se un po’ i loro fan lo sono, noi preferivamo il genio al latex.
(4.5/10)
Scheda: Stereo Total
Pubblicazione: 01 Giugno 2007
File under: rock’n’roll/elettro-pop-punk
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