Recensione
The Garden Zero 7
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Elettro Pop Voti redazione e staff

Zero 7

The Garden

Atlantic Records

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Per molti When It Falls ha rappresentato nient’altro che la perfetta soundtrack da incontro mondano in uno degli esclusivi “salotti buoni” della città. In realtà, il secondo album di Henry Binns e Sam Hardaker mostrava una compiutezza stilistica che l’affascinante schizofrenia dell’esordio richiedeva a gran voce, per non disperdere energie e attenzione. Pur conservando il santino Air nella tasca della giacca, i due erano riusciti a imprimere in quella occasione un’unità di fondo ben riconoscibile, fatta di una fisicità oscura, di una ricchezza emotiva, di una complessità strutturale che lasciava intendere un’apertura verso nuove strade per il futuro e che allontanava in parte l’aurea divina dei cugini d’oltralpe dalle loro sagome.

Purtroppo gli inglesi sembrano tenere più del dovuto ai legami di parentela e con l’ultimo The Garden commettono il temuto passo falso: non più languidi e fumosi soundscape dalla sinistra melanconia, ma incalzanti, danzerecci upbeat Eighties style (su tutte gli scarti dei francesi Seeing Things e You’re My Flame riciclati poi dagli Stereolab). Anche quando tornano sui loro passi e provano a rendere più solare il mood, il risultato è stucchevole e pretenzioso (la ballatona retrò di If I Can’t Have You), oppure esageratamente pomposo (l’invadente coro di This Fine Social Scene). Solo in un paio di episodi il sorprendente gioco di equilibrio tra le parti torna a funzionare, concretizzando anche quel florido futuro che due anni fa si prospettava: l’agreste e romantica sensibilità di Futures, pulito e spartano arpeggio di chitarra e calda voce di José Gonzáles (rivelazione del folk 2005 con l’album Veener) trasfigurati in una coda noise-glitch,e Your Place, debutto ai microfoni dello stesso Binns, retro-futurista Glen Miller in una maestosa e dirompente suite jazzy.

La magnifica discontinuità dell’esordio, l’interiorità che When It Falls portava alla luce, e il potenziale immaginifico di cui entrambi si nutrivano, si dissolvono dunque in una fittizia esplosione di colori. The Garden è solo fumo negli occhi, talmente volatile e inconsistente da non riuscire a nascondere neanche l’evidenza: il mancato bersaglio.

(4.0/10)

Scheda: Zero 7

Pubblicazione: 01 Maggio 2006

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Valentina Cassano
Valentina Cassano (Album 2006)

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