Recensione
The Year Of The Leopard James Yorkston
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Folk Voti redazione e staff

James Yorkston

The Year Of The Leopard

Domino

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Terzo album in studio per lo scozzese James Yorkston, ex bassista garage/punk, protetto di John Martyn e nome di punta del nuovo movimento folk britannico. The Year Of The Leopard segna la sua definitiva consacrazione come cantautore di razza, ancora più del monumentale, e per certi versi pretenzioso, Just Beyond The River, doppio album pubblicato nel 2004 e realizzato sotto la supervisione del manipolatore Four Tet.

Poco e niente è cambiato nel sound del Nostro in questi due anni di silenzio: pezzo forte di Yorkston rimangono infatti le ballate, tenere, dimesse, romantiche, spesso costruite con il solo ausilio della chitarra e di pochissimi accorgimenti elettronici come nell’iniziale, struggente, Summer Song (di cui circola un ottimo remix downtempo realizzato da Dolphin Boy), brano da cui traspira tutto l’amore, peraltro mai nascosto, del Nostro per il maestro Nick Drake. Steady As She Goes, 5 A.M.e la title track, quest’ultima molto vicina a certe cose dei primi Mojave 3, si muovono sulle stesse coordinate del brano d’apertura condividendone atmosfere, sentimento e grazia, regalandoci una prima parte di album semplicemente strepitosa.

Prevedibile calo di tensione nel secondo segmento del disco, anche se non mancano momenti di grande intensità compositiva come testimoniano lo spoken word electronico di Woozy With Cider, le cupe dilatazioni Arab Strap di The Brussel Rambler e la breve Orgiva Song, quasi un outtake del Mark Hollis solista, sulla cui realizzazione ha certo influito la regia dell’ex Talk Talk Rustin Man, convocato per l’occasione in qualità di produttore. Eccellente.

(7.2/10)

Scheda: James Yorkston

Pubblicazione: 01 Settembre 2006

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