Ammettiamolo, da uno con il nome di un chitarrista trash metal di serie B, non ci si aspetterebbe poi molto. Invece, Rocky Votolato sorprende, come già successo in Suicide Medicine, secondo (e migliore) album della sua breve discografia.
Episodi sussurrati, delicati, semplici, ispirati e emozionanti, nel solco della tradizione cantautorale folk americana e non solo, visti i richiami a i recenti Kings Of Convenience (White Daisy Passing, Streetlights).
Votolato si esprime con cupezza malinconica (la bellissima Where We Left Off), con delicata accondiscendenza (Goldfield) e senza piegarsi troppo a esigenze meramente commerciali, se non in quella Tennessee Train Tracks dal (ahimè) ridondante retrogusto di già sentito...
Insomma, il caro vecchio Rocky non sarà Elliott Smith o Sam Beam (Iron & Wine), ma ci va molto vicino, realizzando con Makers un altro piccolo classico per gli amanti del genere o per chi semplicemente ha voglia di rilassarsi e farsi cullare da un easy listening di qualità.
(6.5/10)
Scheda: Rocky Votolato
Pubblicazione: 01 Febbraio 2006
File under: Folk
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