Il brivido freddo del nord. Le stanze dei club berlinesi progressive-deep che ci avvolgono la mente. Lo stordimento senza
additivi chimici, puro brivido musicale, tensione soul. L’essenza techno si incarna in questa compila di classe (dopo che ci eravamo già abituati su altri lidi con le prove di Alias e dei redivivi Telefon Tel Aviv),
in un 2007 che riporta la tradizione e sempre di più la rimastica creando post-eventi. Una miscela di electro che scotta e che non può essere destinata al solito gruppo di aficionados.
Quest’album è un’araba fenice che risorge dalla pila di dischi ogniqualvolta lo inseriamo nel lettore dell’autoradio. Dopo le prime note si è già intrappolati nella Second Lifetechno. Il potere è questo: essere un tutt’uno con la propria
ossessione. La macchina da ritmo si costruisce in maniera impercettibile, 9 piccole tracce che ingannano e che non finiscono mai di risuonare attraverso tunnel infiniti (Sweet September), incroci minimal à la Metro Area (Morning Breeze), squarci house degni dei miglior Stanton Warriors (Baltic Resonance), ricordi di lontane spiagge anni ‘80 (Seven Days To Daylight) e aperture horror-ambient-grime degne della migliore scuola Type (Late Winter Storms).
Un piccolo bijoux che fa ben sperare per il futuro della techno. Non solo per fan. In un modo o nell’altro fatevi un viaggio.
(6.4/10)
Scheda: Vibrasphere
Pubblicazione: 01 Marzo 2007
File under: techno
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