I TTT sono un esamble nato nel 1994 dalle menti dei polistrumentisti Markus e Micha Acher, un duo dal curriculum di tutto rispetto. Markus e Micha sono membri dei Notwist e dei Village Of Savoonga, inoltre il primo è nel progetto Lali Puna e ha collaborato coi Stoned Sharon, mentre il secondo coi Mina. Observing Systems, terza prova in studio, che segue all’esordio del 1998 (su Payola) e a EA1 EA2 (su Clearspot), corona con successo dieci anni di approfondimenti/fusioni tra jazz (Miles Davis, Gil Evans, Duke Ellington e Charles Mingus) da una parte; post-rock (Tortoise), nu elettronica tedesca e trip-hop (Tricky) dall’altra. Non mancano le novità: inframezzi space alla Sun Ra (Radio Sun) e una vera e propria big band che comprende ben nove elementi (Ulrich Wangeheim, Stefan Schreiber, Gerhard Gschlobl, Leo Gmelch, Roberto di Goia, Robert Klinger, Carl Oesterheld, Saam Schlamminger e Caspar Brandner) oltre a Johannes Enders e Andreas Gerth, membri stabili dal primo album. A caratterizzare il tutto è uno studio estetico preventivo, basato su quel che gli stessi Markus e Micha hanno definito “processo organico”: da una parte, vi sono le sezioni ritmiche contraddistinte da rigidità e compattezza; dall’altra gli assoli, pastosi e colorati ma mai improvvisati (poiché presumo che vi sia un calcolo anche quando i fiati sembrano scalare le note in libertà). La sintesi delle partiture è, infine, ottenuta fondendo il processo ritmico, ottenuto col laptop, alle parti acustiche suonate dal vivo. Dal punto di vista dell’approccio alle vibrazioni soniche in genere, l’orecchio è quello del musicista elettronico: al centro della scena non è tanto la bravura dei musicisti, quanto il sound timbrico di ciascun strumento acustico o elettronico che sia. Per tutti questi aspetti il discorso dei TTT è coerente fino alla nausea e miracolosamente organico (non meccanico). In brani come The Long Tomorrow, Freak Machine e 3.4.e, registrati senza post-produzione digitale, la concettualizzazione iniziale si sviluppa alla perfezione, specie nel primo, dove si assiste a un’incursione nei territori di Theme From Turnpike (The Long Tomorrow), la curiosa traccia dei dEUS dai profumi mingusiani. È la varietà di approcci che l’ensamble ha messo in atto a rendere l’ascolto vivace e stimolante: la sezione ritmica spazia dal funk-elettronico alle ritmiche africane (metallofoni, tablas) passando per i breakbeats del trip-hop fino ad arrivare al dub; quella dei fiati, passa da fumose atmosfere da poliziesco anni ’70 a sale da ballo hollywoodiane anni ‘40. È un insieme di modernismi retrò che conferisce al treno dei TTT un proprio design particolare, un orient express con gli interni di un TGV francese. In definitiva i TTT riescono dove gli Him di Doug Sharin stentano ad arrivare (o non arrivano proprio).
(6.5/10)
Scheda: Tied & Tickled Trio
Pubblicazione: 01 Luglio 2004
File under: Elettro Jazz
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