La Finlandia incontra l’Africa. Ovvero, Jimi Tenor, accompagnato da un esercito di orchestrali suoi connazionali, si imbatte nel ritmo percussivo del trio nigeriano Kabu Kabu. Tutto ciò avviene con il ritorno alle origini del Nostro; infatti, dopo aver girato mezzo mondo, pubblicando album con le etichette più disparate ma sempre di tutto rispetto, questa sua ultima fatica viene fatta uscire dalla finlandese Sähkö. Ritorno all’origini soltanto formale, dunque, in quanto quelle sue sperimentazioni sonore degli esordi sono lungi dall’essere rievocate in quest’album.
Infatti, ciò che scaturisce da questo incontro interculturale è un condensato strutturalmente jazz. Orchestrato da una magistrale sezione fiati, e contrappuntato incessantemente da un sostrato percussivo, sul quale, soprattutto, l’uso anacronistico dell’organo e inserti più propriamente funk rimandano a certe colonne sonore da telefilm anni Settanta. La stessa identica atmosfera che emanavano i suoi più recenti lavori. Anche in Joystone infatti non mancano quelle assonanze esotico-sexy-latine molto kitsch, ultimamente così care a Tenor, evocate da quel suo soul-jazz-lounge tanto complesso e stratificato.
Certo la sua esperienza unita a quella eccelsa dei musicisti che lo accompagnano fanno sì che l’album sia impeccabile dal punto di vista strumentale, riservando anche alcune tracce interessanti: Anywhere, Anytime, I Wanna Hook Up With You e Sunrise le migliori dell’album. Tutte e tre caratterizzate da un incessante contagiosa rincorsa tra sax, tromba e organo.
Ma è tutto così troppo ben collaudato a tal punto che le stravaganze di Tenor – il suo tratto distintivo, tanto per ricordare i suoi trascorsi Warp – oramai finiscono per essere ciò che di più distante ci sia dall’innovazione sperimentale. E la sua formula artistica non sembra altro che riavvolgersi su se stessa, Kabu Kabu permettendo.
Sicuramente chi ama incondizionatamente tali sonorità troverà in Joystone pane per i suoi denti. Jimi tenor saprà cucirgli addosso un elegante abito estivo con il quale sentirsi perfettamente a suo agio mentre seduto su una terrazza con sotto il mare potrà sorseggiare lentamente un long-drink ghiacciato. Sfarzoso e lussurioso ma decisamente poco suggestivo.
(5.2/10)
Scheda: Jimi Tenor
Pubblicazione: 01 Aprile 2007
File under: Afro, elettro, Soul
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