Recensione
8 Supersilent
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Indie Voti redazione e staff

Supersilent

8

Rune Grammofon

Non sembrerebbe, ma i Supersilent mancavano da uno studio di registrazione dal lontano 2003. Nel mentre, tra una tournée che ha toccato l’Italia (i due concerti in successione la sera del nove febbraio 2006 nella cornice romana de La Casa del Jazz) e un cd/dvd live da possedere e custodire gelosamente, le primavere si fanno dieci e la discografia accoglie il nuovo arrivato. La tavolozza dell’artwork ora, dopo gli anteriori blu, turchese, nero e le due tonalità di verde propone un rosa femmineo e la solita grafica essenzialista.

I Weather Report cyberpunk, il jazz dell’anno 3000 che ascolti oggi e anche in un misterioso domani parte subito col doom di 8.1 che farebbe rabbrividire pure l’accoppiata Ktl di Stephen O'Malley e Peter Rehberg. Il misticismo di 8.2 e l’ansiogeno drumming di 8.3 sembrano, anche in virtù di un acidissimo Stale Storløkken all’organo, variazioni decomposte dell’Alice Coltrane di Universal Consciousness. Arve Henriksen, sinora rimasto nelle retrovie, disegna con quella tromba sempre più hassell-iana la seducente e parimenti desolante trama di 8.4 e la compiutezza (dentro c’è tutto: jazz, terzomondismo, rock) di  8.5 che staziona una spanna sopra le altre.

Non si può dire altrettanto di 8.6 e del suo glitch di maniera (anche se il cantato pagano riassesta un po’ il tiro) né del noise di nove minuti (se fossero stati la metà…) a là Stooges/L.A. Blues di 8.7. Chiude lo straniante ambient, con tastierine tipo Piero Umiliani, di 8.8. Per dirla come Arve Henriksen: un disco chiaroscuro.

(6.5/10)

Scheda: Supersilent

Pubblicazione: 01 Settembre 2007

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Gianni Avella
Gianni Avella (Album 2007)

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