Self Titled
Tornate indietro di quasi cinquant’anni, rispolverate i vostri completi
neri, scompigliate leggermente le vostre acconciature a caschetto con
frangia che vi finisce negli occhi, ripassate i coretti ugolanti che
tanto vi facevano alzare lo sguardo al cielo, incattivite quanto basta
la vostra chitarra giusto per identificarvi ed eccovi…The Bishops. Trio
inglese (e di dove se no?) direttamente da Londra… due gemelli (i
Bishop appunto, addetti a voce, chitarra e basso) e un batterista
scozzese (Chris McConville), nostalgicamente innamorati dei suoni anni
sessanta di casa loro. Non c’è quindi da stupirsi se The Bishops,
album di debutto della formazione, suoni così tanto mod, Mersey sound,
il tutto sporcato da selvatichezza garage per risultare meno datato e,
soprattutto, inzuppato in abbondante freakbeat con i suoi numerosi
effetti acidi. Il singolo eletto è anche un po’ la summa del lavoro: I Can’t Stand It Anymorerappresenta quella perfezione dei particolari, quell’immedesimazione
quasi totale nell’epoca alla quale fa riferimento che ritroverete nel
corso della mezz’ora di disco che avrete nelle orecchie. La pulizia, la
ricchezza e la finezza della ricerca e del recupero e l’ottima capacità
nel calarsi nella parte fanno dell’album un pregevole tributo alle
radici del british sound. Pochi passi falsi (Say Hello per
esempio) e generalmente una gustabile commistione tra le influenze
all’interno di stessi brano rendono quest’album un lavoro godibile e
facilmente digeribile. Son così bellini, puliti e senza macchia che
non si può non apprezzarli… se non risulteranno, nel prosieguo, fini a
loro stessi, sapranno far divertire.
(6.5/10)
Pubblicazione: 03 Febbraio 2008