Recensione
Self Titled Anthony (Tony) Buck
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Noise rock Voti redazione e staff

Anthony (Tony) Buck

Self Titled

Staubgold

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Disco che per certi versi lascia interdetti, non fosse altro per la statura e le intenzioni dell'autore. Tony Buck batterista extraordinaire che ha associato costantemente il suo nome a quello del trio australiano The Necks, si dedica anima e corpo ad un disco rock, in cui suona tutti gli strumenti, eccezion fatta per il basso elettrico, lasciato in dote a tal Dave Symes.

Il desiderio di cimentarsi con la sei corde in stanze presumibilmente rumorose, giunge da una passione mai sopita del nostro per l'elettrica, elemento che in maniera del tutto arbitraria si ode di rado nelle distese ambient-jazz degli stessi The Necks. Tra feroci stop'n'go e rimasugli di una cultura industriale - a tal proposito ascoltate la rivisitazione di Masters Of War di Dylan, quasi un outtake da una raccolta noise-rock newyorkese di metà '80 - Buck decide che questo è il momento opportuno per liberare il demone sotto la pelle.

Ne vien fuori un quadro inedito come dicevamo in apertura, a tratti scontroso, dove il nostro si improvvisa addirittura cantante. Projekt Transmit sembra in tutto e per tutto un disco degli eighties, fortemente legato ad un immaginario post-punk, livido. Apprezzabile l'idea di un musicista e compositore quale Tony Buck di ridurre le distanze con la primitiva essenza del rock, rimane semmai aperta la questione sull'utilità di un disco simile.Ma a volte l'arte è davvero imponderabile e per chi ha seguito le gesta del nostro è anche intuibile il perchè. Mai sazio e continuamente alla ricerca di un'ispirazione 'altra' Buck è passato senza colpo ferire da solipsismi e mirco-magie elettro-acustiche a vibranti danze etno-punk (con gli indimenticati Kletka Red), ricordando come lo spirito improvvisativo ed una ricerca improntata a destabilizzare ne informino il DNA.

Non uno dei suoi lavori più memorabili l'omonimo debutto con la sigla Projekt Transmit, per certo un ulteriore tassello che va ad aggiungersi alla corposa discografia del musicista. Magari con la promessa di un come-back più entusiasmante

(5.9/10)

Pubblicazione: 10 Giugno 2009

File under: Noise rock

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