Il secondo album di Laura Gibson conferma il talento della giovane cantautrice di Portland. C’è qualcosa di sorprendentemente ancestrale tra le pieghe delle nove tracce da far credere che la Nostra abbia davvero scoperto il segreto del tempo.
È l’incedere folk della chitarra acustica, molto spesso anche solo sfiorata, a preparare il letto di foglie sul quale l’inflessione jazz della voce si adagia delicatamente ammaliando. Le decorazioni sonore, compiute da amici strumentisti tutti figli del piovoso Nord-Ovest, sono tante e suggestive, ma è come se restassero spettrali comparse utili soltanto a sancire la solennità emanata.
L’approccio intimista e sentito con il quale Laura Gibson ordisce le sue esistenziali ballad autunnali (su tutte, Shadows On Parade, Funeral Song e Sleeper) fa di Beasts Of Seasons un album atemporale e malinconicamente sferzante.
(7.5/10)
Scheda: Laura Gibson
Abbonati al feed di Andrea Provinciali