Recensione
Land Of Truth Krikor & The Dead Hillbillies
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synth wave Voti redazione e staff

Krikor & The Dead Hillbillies

Land Of Truth

Tigersushi

Soltanto questa voglia di sabotaggio e già i Krikor & The Dead Hillbillies ci piacciono. Il nome richiama ricerche folk arcane? Nossignori fuori strada. La copertina mortifera vi ricorda tanto il Dead Man (film e soundtrack) quanto l’immaginario musicologico di Alan Lomax e la sua anthology? No. Completamente fuori strada. A confondere e incuriosire ci pensano poi gli stessi parigini affermando d’essere un misto di Prince e niente meno che i Throbbing Gristle. Siamo fuori strada ancora una volta se non che dai secondi deriva sicuramente l’EBM e tutto un mondo dance malato a cui i Kirkor fanno sicuramente sosta. Non dimentichiamo infatti che nel continuum tra la proto techno dei Throbbing (Hot On The Heels Of Love) passando per il corpo Coil fino agli Psychic TV versione techno, le possibilità e la freschezza dei risultati ci sono ancora e che a memoria soltanto gli El Guapo di Supersystem sono stati in grado di cavarne qualcosa di riconoscibilmente nuovo (almeno in ambito diciamo prettamente rock).

Dunque degli esordienti ma già scafati Krikor & The Dead Hillbillies ci propongono una formula dove l’azzardo è una tentazione. Suonano piuttosto inediti per l’arguzia degli accostamenti e le soluzioni dance declinate di volta in volta acid (nel senso di chitarre psych acide), funk bianchissimo, wave sintetica, bassi quasi dub, qualche cosa d’hardcore 92 e, infine, l’indie per un piccolo spazio (vedi Nicolas Ker dei Poni Hoax prestare la voce in God Will Break It All). Siamo un passo oltre il gioco dei rimandi e al buon uso di questi linguaggi ma come da manuale (e starà qui l’influenza dichiarata di Prince?) la mancanza di baricentro è il difetto più tipico di queste operazioni e Land Of Truth ne è senz’altro vittima. Molti deboli album degli Psychic si aggregavano in nome di un’idea che andava oltre la musica; quest’album che ha lottato a lungo per la propria originalità sembra viceversa vacillare dall’interno. E però vale anche il pensiero inverso. Può essere insomma che sia tutto a vantaggio del futuro. E che per ora i Krikor siano al primo step: ci sappiamo fare.

(6.5/10)

Pubblicazione: 06 Giugno 2009

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2009)

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