Più che come DNTEL, Jimmy Tamborello è conosciuto per la creatura Postal Service. Ma se il rock non fa troppo per voi, la tripla ristampa che raccoglie i lavori dal 1994 a oggi sotto il moniker electro, ci fa capire che il ragazzo è a suo agio anche in altri lidi. Via le chitarre e le vocals, ci immergiamo volentieri nella dimensione electro che raccoglie inevitabilmente l'eredità dei 90 di matrice Warp, però mescolata con le sperimentazioni Tarwater, Morr e compagnia 'gaze di turno.
Something Always Goes Wrong è l'esordio targato 94. Due anni dopo la caduta del continuum 'ardkore la senti tutta la disillusione nerdy con quei pattern sognanti, marchi di fabbrica della generazione visionaria che nei Boards Of Canada aveva riposto ogni speranza. L'esordio ci va di effettini prog, synth a 8 bit e percussioncine glitchy che non disturbano, discostandosi dall'ambient tirata e gloomy di Aphex & Co.
Se il debutto in sordina (il disco è stato infatti pubblicato ufficialmente solo nel 2001) sguazza nel prog, il secondo disco (Early Works For Me If It Works For You) si concentra sulla percussività e quindi propone una rivisitazione delle sonorità ambient con qualche taglio spezzato, qualche pad che aggiunge brio pur non sfociando mai nel drilling peso. A qualcuno sembrerà di ascoltare gli Ambient Works, ma qui a nostro avviso c'è il quid in più ereditato dalle prove sul palco, e quindi anche se non c'è la presenza iconica del gruppo, sentiamo nella forma delle tracks quel passaggio attraverso i lidi rock mutato in electro. E il ragazzo è bravo a saltare dalle visioni ambient'n'bass (Pliesex Sielking) alla progressività visionaria (Fort Instructions), dal bbreakin' nudo e crudo (Danny Loves Experimental Electronics) all'omaggio ai padri Warp (Sky Pointing). Non stanca e convince, pur mantenendosi fedele allo zeitgeist.
Il terzo e ultimo CD contenuto nell'elegante confezione (Early Works For Me If It Works Fot You II) è un'appendice al lavoro con i Postal, quel glitch-folk di cui si diceva sopra e che oggi lo ascolti e dici che è cosa vecchia, ma al tempo era pane per i denti di chi usciva stanco dall'emo. Vocals filtrate con un po' di rumore (Don't Try), samples che cullano malinconie poi rielaborate dai Kings Of Convenience (Darkier Earlier) e qualche break per spezzare il lungo banchetto sonoro (Incomplete 4).
L'eterogeneità del triplo CD lo rende un documento importante sia per chi viaggia sui binari dell'electro, sia per chi vuole sapere cosa succedeva tanto tempo fa nelle pianure nebbiose del glitch-folk. Riascoltandolo ci accorgiamo poi di come siano attuali quelle sensazioni a cavallo del millennio, quando etichettavamo queste sonorità con la sigla IDM e, inoltre, di come DNTEL abbia saputo costruire un percorso personale e piacevolmente intimista. Buona riscoperta.
(7.4/10)
Scheda: DNTEL
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