Il favoleggiato ritorno di Fausto Rossi (l’artista chiamato Faust’o negli Ottanta) si è infine compiuto, dopo più di un decennio (12 per l’esattezza dall’ultimo Exit). Becoming Visible esce sull’indipendente Interbeat, prima online e poi attraverso i canali di diffusione tradizionali, grazie all’incontro con Luigi Piergiovanni (Rosybyndy), ed è il primo di una serie di tre lavori futuri.
Rossi ridiventa a noi “visibile” alla sua maniera, con un disco perlopiù acustico ed essenziale cantato in inglese, scarno all’osso ma non per questo meno bruciante. Il senso della sua alterità è immediatamente percepibile sin dalle prime note di questo comeback che lo mostra acuto osservatore della realtà odierna. "I wish I was an alien", canta nell’iniziale Foolish Things (l’unica non acustica, dove afferma non a caso la sua non omologazione rispetto all’oggi) ma un alieno nel panorama nazionale lo è effettivamente sempre stato. Dopo il blues spiazzante del penultimo lavoro, qui c’è un profondo senso della melodia e dell’armonia. Tutto è conciso e nello stesso tempo funzionale a musica e parole. Un’ulteriore asciugatura dello stile che esprime l’essenziale, quello che è invisibile agli occhi. Ma quello che importa veramente per chi ha cuore e orecchio per coglierlo.
Un album estremamente personale ed intimo allora che ce lo rivela come sempre è stato, nel corso di una incessante ricerca interiore.
(7.3/10)
Scheda: Fausto Rossi
Pubblicazione: 03 Giugno 2009
File under: songwriting
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