Si potrebbe dire che i Seabear fanno pop-country ma sarebbe restrittivo e anche fuorviante: Hospital Bed è una ballad-balletto per archi à la Dirty Three, corde pizzicate e campionamenti di canarini, mentre la più uptempo Libraries prende dai Belle and Sebastian il controcanto femminile e quella leggiadria targata Glasgow. C’è una scrittura limpida e già piuttosto riconoscibile in I Sing I Swim, una cartolina di Sufjan Stevens spedita a Nick Drake, e quest’ultimi ingredienti sono amalgamati con naturalezza in tutto il lavoro, soprattutto nella bella Cat Piano dove la scrittura sussurrata del detentore della firma Seabear, ovvero Sindri Màr Sigfùsson poggia su un giro di piano, una fisarmonica USA, un docile banjo e lo zucchero a velo del glockenspiel.
Per dirla in una canzone ascoltate la opener Good Morning Scarecrow: melodia nipponica à la Yellow Magic Orchestra e chamber pop leggero come l’aria. Vi basterà per innamorarvi dell’album ricordandovi quanto il qui presente peso specifico fosse atteso in casa Morr.
The Ghost That Carried Us Away è uno di quei lavori in bilico tra stilema e personalità (pensate a un Evan Dando nato in Svezia – Arms – per dire), che donano quel qualcosa di sincero e semplice senza rinunciare all’arrangiamento ricercato o alla proverbiale profusione di folclore speziato e campanellini che sono oramai il prezzemolo di molta musica sommersa. Parliamo di indie-pop in sintesi e la provenienza è ancora una volta nordica, Reykjavik per l’esattezza, altra terra non più sorprendente ma da riscoprire considerato un sound per nulla parente del solito post-rock isolano e solo indirettamente influenzato da Múm o Sigur Rós. Forse un qualcosina in comune con i misconosciuti Benni Hemm Hemm ce l’ha, come similmente a Beirut possiede la capacità di mescolare tradizioni di diverse location come il country, il folk e la chamber music al formato cute. Un’altra porta per varcarne l’uscio è stata detta, tra le stelle e un aereo Reykjavik-California, la delicatezza di Drake e i sapori dylaniani. Let’s carry us away.
(7.1/10)
Scheda: Seabear
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