Recensione
Summer Kling F.S. Blumm
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Elettronica Voti redazione e staff

F.S. Blumm

Summer Kling

Morr Music

F.S. Blumm torna con Summer Kling, un lavoro strumentale che, per atmosfere e arrangiamenti, non si discosta molto dai precedenti. L’avvertimento per i novizi è d’obbligo: non fatevi ingannare da quel marchio - Morr Music - che campeggia in basso a sinistra della copertina. Qui, infatti, di indie c’è solo lo spirito, mentre di -tronico, beh, non c’è neanche l’ombra.

Perché qua tutto è sfumato, come se ci trovassimo in un esclusivissimo circolo jazz per gente dalla barba leggermente incolta e dall’aria assorta e sognatrice. E Blumm in questo ambiente ci sguazza e si esalta, per quegli arpeggi delicati di chitarra acustica (Halbton), per quei fraseggi di pianoforte commoventi come un ritorno di fiamma inatteso e trasbordanti di passione e romanticismo (Flocke), per quegli strumenti a fiato che di notte hanno la capacità di disegnare la malinconia nelle sue tonalità più scure e diluite (Walde).

Con una sforbiciata qua e là, togliendo alcuni pezzi che poco dicono e men che mai emozionano, avremmo avuto pelle d’oca e cuore a pezzi. Così, invece, il succo è un po' troppo annacquato. Ma Blumm merita comunque di essere ascoltato. Perché rimane un grande.

(6.8/10)

Scheda: F.S. Blumm

Pubblicazione: 01 Ottobre 2006

File under: Elettronica

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