Autechre goes dubstep? La sensazione c’è ma è solo un miraggio; piuttosto, dopo uno iato di fughe in avanti, per Sean e Rob è tempo di ritorni e ridimensionamenti. Le astrazioni delle prove recenti stemperano in una matematica friendly e c’è di più: sorprendentemente, abbiamo l’album che ineffabile ti guarda alle origini, e su tutto sperimenta soluzioni differenti senza paura di confrontarsi con un passato (anche remoto).
Quartistice, nona prova su Warp, revisiona e reintroduce basi “in chiaro”, ripesca nastri schiumosi a mo’ di Chiastic Slide (Plyphon), ambient à la Incunabula(Altibzz), mette in convivenza impro del dopo Confield (fol3) con ritrovate esplorazioni intelligent (The Plc), momenti acid (IO, Chenc9) e breakbeat finalmente non troppo treddì (Fwze).
Indizi che fanno pensare a un punto della situazione, a un segno di un
possibile confronto – altra novità - con un’attualità molto diversa da
quella complicata a tutti i costi bazzicata nell’ultimo lustro.
Parliamo di dubstep, dei Pinch e Burial ai quali i due dedicano
idealmente i momenti più pastosi (Rale), roba che non toccano
da anni, la loro versione “aut” del trip hop, ipertecnologica
ricongiunzione che sommata ai numeri da grande ritorno (la grafica dei
mitici Designer Republic, le ben venti tracce) fanno pensare al colpo
d’ala di un brand in gran rispolvero, a ragazzi (non più tali) che
hanno capito che di troppo isolazionismo si vive per sempre, ma fuori
mercato.
Infine è tempo di insegnare (impartire) qualcosa alla next generation. Con l’ultimo Orb (The Dream) anch’esso in U-Turn verso i primi Novanta (e parliamo nientemeno che dei primi due album), e prima con il buon Middleton a guardare nell’intersezione Ottanta-Novanta, sentiamo molta della musica del dopo ballo di tanti anni fa, un’occasione importante per riscoprire un paio di vecchie scuole ai “Charlie che fanno surf” (l’electro più complicato della Warp, l’ambient house con il sempiterno dub a fare da collante) e a tutti coloro che se la sono persa (e hanno perso un bel momento). Quaristice non spodesterà dal podio Tri Repetae, Chiastic e Amber ma certamente, per la felicità dei vecchi fan, si becca un bel quarto posto in classifica interna. Thirty something this one’s for you...
(7.0/10)
Scheda: Autechre
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