Recensione
IV Aggrolites (The)
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ska revival Voti redazione e staff

Aggrolites (The)

IV

Hell Cat

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Si deve dare un certo credito a questo quartetto californiano, partito sei anni or sono come band di supporto del Tim Armstrong solista: impresa non facile costruirsi una carriera credibile all’ombra di gente importante, ancor più se referenti e radici conducono vero un passato lontano e stili ampiamente codificati. Insomma, se le mani pallide su reggae, ska e rocksteady ce le misero già Clash e Specials, di conseguenza non puoi aggiungere granché. Tuttavia, pasticciando allegramente con la black (il vibrante “reggae and blues” Gotta Find Someone Better) e lo stile tastieristico appartenuto a Jackie Mittoo (belle What A Complex e Musically On Top), il quartetto ne esce dignitosamente rammentando un’ennesima volta l’importanza dell’errebì per la musica giamaicana.

Lo spiegano con dovizia di particolari le tracce migliori oltre a quanto già citato: le Firecracker e Soul Gathering intrise di funk; Tear That Falls, nello stile del giovane Marley; i validi apocrifi della banda Dammers Wild Time e It’s Time To Go. Apprezzabile è inoltre la disinvoltura con la quale i ragazzi affrontano in The Sufferer e Brother Jacob il rocksteady, fase intermedia del rallentamento ritmico che condusse a quel reggae che altrove interpretano con invero minor scioltezza. Nel prosieguo, tocca anche rilevare come settantacinque minuti di surata siano troppi e la penna qui e là si infiacchisca. Spiace, per quanto sappiate che competenza e sincerità regalano agli Aggrolites qualcosa in più dell’assoluzione d’ufficio. Di questi tempi, elevarsi di poco sopra la media è ormai un elogio, ma mica è colpa loro.

(6.6/10)

Pubblicazione: 24 Maggio 2009

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2009)

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