Recensione
Self Titled Tyvek
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garage post-punk Voti redazione e staff

Tyvek

Self Titled

Siltbreeze Records

Dopo un folta serie di singoli, arriva finalmente al debutto su lunga distanza il quintetto di Detroit il cui nome campeggia già da un annetto in pressoché tutti gli articoli riguardanti il “nuovo punk” americano, e lo fa assemblando un mosaico di sedici tasselli fedeli ai contorni tratteggiati nei sopracitati 7 pollici. Rimangono dunque le ritmiche elementari e sbilenche, le chitarre secche e scheletriche, le linee vocali stonate e ubriache, le stecche e gli errori esecutivi volutamente non corretti, come nella migliore tradizione del post-punk inglese degli Swell Maps, Mekons e Fall.

I Tyvek però hanno dalla loro anche un altro patrimonio cui attingere e non certo da meno se esso si chiama cinquant'anni di R'n'R americano; lascito facilmente riscontrabile nelle hit garage Hey Una e Frustration Rock. Così, miscelate sapientemente impulsività yankee e nevrosi da vecchio continente, i pezzi si susseguono scorrevolmente, tra improvvisazioni cacofoniche (CVS Card) e momenti assai agitati che si alternano a episodi più sfumati, come nell'interessante spunto di Building Burning, proposta in due versioni consecutive, la prima narcolettica e dormiente, la seconda schizoide e sferragliante. Il tutto è cucito e tenuto insieme da un serie di skit surfeggianti che ricorrono ogni due o tre pezzi, quasi ad accompagnare il cammino dall'inizio alla fine del disco. Senza dubbio un degno compenso per la lunga attesa che ha caratterizzato questa uscita.

(7.0/10)

Scheda: Tyvek

Pubblicazione: 27 Maggio 2009

File under: garage post-punk

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Andrea Napoli
Andrea Napoli (Album 2009)

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