Recensione
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Genere

cave pop

Data di uscita

Maggio 2009

Pubblicazione

27 Maggio 2009

Eat Skull

Wild And Inside

Siltbreeze Records

Ad un anno di distanza dal rumoroso debutto, tornano i ragazzi di Portland con un nuovo full-length sempre per la storica casa di Tom Lax e con esso fanno fare un passo in avanti al proprio sound. Abbandonati gli eccessi lo-fi del primo Sick To Death, infatti, il gruppo sembra mostrare una volontà di focalizzarsi su composizioni tendenzialmente più tradizionali che non necessitano, per risultare efficaci, di essere sepolte sotto quintali di sozzume sonoro.

Certo c’è ancora un po’ di spazio per le distorsioni sature che avevano caratterizzato il disco d'esordio, come ben testimoniano Heaven's Stranger e Killed By Rooms; ma sono le ballate sghembe e gli episodi insolitamente soffusi che segnano più a fondo questa seconda produzione, richiamando alla memoria le cantilene di TV Personalities e Clean. Questo dunque il nuovo percorso intrapreso dagli Eat Skull: pezzi più classici, sia in senso folk (Cooking A Way To Be Happy; Who's In Control?) che in senso punk-rock (Nuke Mecca); melodie studiate senza ovviamente cadere in nessun barocchismo (Oregon Dreaming), brani che non si vergognano di esplorare il lato più notturno del gruppo e che, nel farlo, non falliscono di certo (Talkin' Bro In The Wall Blues; Surfing The Stairs).

Può sembrare antipatico sottolinearlo ancora, ma dischi come questo sono la testimonianza di come un vero gruppo sappia andare avanti sulla propria strada, apportando le giuste modifiche pur senza snaturare il tutto, e soprattutto senza il bisogno di riciclare in eterno le buone intuizioni messe a segno nei primi singoli.

(7.2/10)

Scheda: Eat Skull

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Andrea Napoli (Album 2009)