Recensione
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Genere

elettronica

Data di uscita

Aprile 2003

Pubblicazione

01 Aprile 2003

Autechre

Draft 7.30

Warp Records

In molti temono che Draft 7.30, settima prova degli Autechre, vada anche oltre la radicalità di Gantz Graf: niente di più sbagliato. Le intuizioni non-ritmiche di Confield rimangono la base di sperimentazione ed esplorazione, con l’importante differenza che in questa sede il suono si fa più denso e magmatico, le pause e i silenzi più importanti, l’attenzione al suono in sé fondamentale.

Sul versante meno innovativo troviamo: Xylin Room un, trait d’union col passato, che ricorda tanto Cfern quanto Uvio! (Confield); 6IE.CR, che si dispiega come una danza funky robotica ricca di humor; V-PROC, un breakbeat accattivante, e Theme Of Sudden Roundabout, semplicemente un intermezzo. Su quello più sperimentale, nonché di gran lunga il più interessante vanno segnalati: Surripere, un omaggio ai Pan Sonic con l’aggiunta di una sequenza tribale che si trasforma in un impressionante duello tra spadaccini electro; Vl Al, quasi capolavoro, una creatura molle, mutevole, multisfaccettata che si muove prima su un breakbeat e poi su un tappeto di detriti analogici; P.:NTIL, con contrappuntato di jazz e mille mostriciattoli elettronici a ronzargli intorno; e, in chiusura, Reniform Plus, brano vicino a LP5 che muta in una supernova di ribollimenti e gorgheggi di basso.

Nel complesso, le tracce sono sinistre e autoreferenziali, sospese nello spazio e perciò prive di centro e gravità. Ogni segmento sonoro viene esplorato da più angolature e l’ascoltatore è spesso costretto a cambiare repentinamente prospettiva, ad analizzare le sfaccettature multi cromate e a scrutare lati nascosti che altrimenti non realizzerebbe. L’evoluzione dei brani non avviene in “molteplicità” – come in LP5 – ma in un mix d’improvvisazione free e decostruzione. Ogni ascoltatore che ha apprezzato gli Autechre attraverso un metodo di lettura raziocinante è avvisato: per aprirsi alla nuova prospettiva del duo occorre un ascolto che accetti l’ignoto, il non comprensibile e il caos.

Tirando le somme, a parte l’indiscutibile valore dei suoni che il duo è riuscito a creare, tutti questi aspetti rappresentano sia il limite sia il pregio dell’album.

(6.0/10)

Scheda: Autechre

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2003)