Recensione
Here Come The Vikings Astrid Williamson
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pop rock Voti redazione e staff

Astrid Williamson

Here Come The Vikings

One Little Indian

Ogni album che ho fatto tende ad uscire fuori dai trend”. Questo, più o meno, dice la fascinosa Astrid Williamson alla vigilia del suo quarto album solista.  Di origini inglesi, nativa di Brighton, Astrid suona un pop rock così scolastico e radiofonico, che non riesci a capire come possa permettersi di pronunciare frasi come quella, ma ragionandoci sopra in modo più attento, non c’è da darle proprio torto. Il nuovo disco, in uscita per One Little Indian, tolta la produzione ruffiana con la voce due o tre spanne sopra al missaggio degli strumenti, denuncia richiami americani e infatti Astrid, nel suo piccolo tira parecchio al di là dell’oceano. I riferimenti sono tutti di un certo “spessore” radiofonico. A tratti somiglia a Sheryl Crow, soprattutto quando si cimenta nelle ballad mid tempo ammiccanti come How You Take My Breath Away, Crashing Minis oPinned. Convincono meno gli episodi più sostenuti in direzione di un pop rock a presa diretta, ma sufficientemente abrasivo da non scontentare i rockers d’ordinanza. Storm ad esempio hai suoi perché con quel suo piglio Tanya Donnelly, ma altre cose si fanno apprezzare meno. Per Sing The Body Electric non so se devo tirare in ballo Natalie Imbruglia o Alanis Morisette. Insomma… un ascolto piacevole, ma non segue i trend solo perché è la solita solfa di sempre.

(5.5/10)

Pubblicazione: 29 Maggio 2009

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