Recensione
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Genere

glitch-pop/elettronica/songwriter

Data di uscita

Giugno 2006

Pubblicazione

01 Giugno 2006

Niobe

White Hats

Tomlab DE

Dopo gli esperimenti di de-costruzione elettronica, attenti soprattutto all’entità e alla trasformazione dei campionamenti e dopo essersi resa protagonista come voce principale in Radical Connector dei Mouse On Mars, Niobe si mette a nudo e per la prima volta fa risaltare, senza nascondersi, la sua splendida voce, dando un taglio decisamente cantautorale e introspettivo al successore di Voodooluba (2004).

Qui l’elettronica non domina, prepara semplicemente lo sfondo, su cui si staglia il cantato della tedesca con un tono come al solito a metà tra il raffinato e il beffardo, tra l’ironico e il romantico. L’estro musicale di Niobe si concentra sui raddoppi vocali, l’uso dei filtri, gli intervalli melodici insoliti, dando quel tocco in più a strutture musicali semplici, che altrimenti non sarebbero andate molto oltre la classica canzonetta: pochi accordi, forme chiuse e ritornelli, sfiorate da leggere pennellate di genialità negli arrangiamenti, che le rendono delle perle di indiscutibile fascino.

Difficile riassumere in pochi esempi l’apparente semplicità di White Hats, tanto è varia la sua proposta musicale, che va dal soul dell’iniziale Give All To Love, allo psych-folk della title-track, che sembra quasi riesumare il fantasma di un Jim Morrison al femminile; dai giochi vocali di Drei Zinnen, che fa il verso alle Cocorosie, alle atmosfere jazzy di The Hills che sembra un omaggio a Billie Holiday. C’è spazio anche per abbozzi di dance (Cool Alpine) e momenti di pura raffinatezza (Surround The Hover, con il suo accompagnamento di chitarra acustica, flauto e organo).

Dopo cinque anni dal suo esordio discografico, Radioersatz (2001), Niobe ritorna alla sua prima etichetta, la Tomlab di Colonia: una sorta di dichiarazione di indipendenza/maturità, oltre che un richiamo alle (non troppo lontane) origini. Dopo i tanti tentativi, quasi sempre abortiti, di costituire un neo-folk da cameretta guardando pretestuosamente ad un passato “pre-war”, per la gioia di qualche critico con poca fantasia, finalmente qualcuno riesce ad esaltare la semplicità in maniera intelligente e guardando al futuro, mettendo insieme una voce dal carattere unico e inconfondibile ad un’intelligenza musicale sopra le righe e svincolata dalle etichette. In una parola: entusiasmante.

(8.0/10)

Scheda: Niobe

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Daniele Follero
Daniele Follero (Album 2006)