Recensione
The End Of The Empire Right Moves (The)
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psychedelic-rock Voti redazione e staff

Right Moves (The)

The End Of The Empire

Ultramarine

Abbandonata la nave La Otracina prima del naufragio sulle spiagge dell’hard-rock, Ninni Morgia torna all’altro dei suoi grandi amori. Se il primo era ovviamente il noise-rock dei primordi col quale si è fatto un nome nell’underground mondiale, l’altro è sicuramente la sperimentazione free-form che pervade ogni anfratto di The End Of The Empire, comeback dopo l’omonimo di 3 anni fa.

Persa per strada la tromba di Peter Evans, Right Moves è ormai questione a tre con il drummer extraordinaire Kevin Shea e il bassista Stuart Popejoy pronti a supportare la liquida chitarra di Morgia; ma non è che la retrocessione al rango di power trio incida più di tanto sulle musiche, anzi. Il progetto sembra ora addirittura più focalizzato sulla dispersione delle forme e delle matrici canonicamente rock in un deliquio psycho e free inacidito e inquieto; baricentro emotivo è ovviamente la chitarra – anche per le scelte in fase di produzione – ma il basso di Popejoy scivola soffice e jazzy “sotto” tutte le composizioni mentre l’usuale drumming ipercinetico di Shea fornisce un tappeto stimolante e mai invadente sul quale la chitarra è realmente libera di costruire passaggi a tutto tondo: sotto forme da jazz ambientale e/o da psych-rock visionario e subliminalmente geometrico, umorale e introspettivo.

La deriva è verso le spiagge della liquidità ariosa d’area psych che fa tornare in mente indistintamente Pink Floyd, Fushitsusha, San Agustin, Fahey, Sharrock e compagnia sognante. Cosa niente affatto male di questi tempi.

(7.0/10)

Pubblicazione: 24 Maggio 2009

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2009)

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