Recensione
Cover image
Genere

pop

Data di uscita

Marzo 2009

Pubblicazione

03 Giugno 2009

Invisible (The)

Self Titled

Accidental

Il trio composito inglese dedito all’invisibilità ha alle spalle un nutrito curriculum in band (Jade Fox, Polar Bear, Gramme, Zongamin, Matthew Herbert) e come sessionmen, ed arriva all’esordio non a caso sulla Accidental di Matthew Herbert, che ha anche prodotto il disco. Non sono esattamente degli esordienti allora se li paragoniamo all’età media della maggior parte dei componenti i gruppi pop inglesi.

Che di pop infatti trattasi nel loro caso, nel senso più lato ed esteso del termine. Pop ibrido rivisto e rielaborato alla luce di una sintesi postmoderna.

Ecco allora che i nomi obbligati da fare sono un bel po’, dai Radiohead elettronici passando per i Portishead storici, dall’ultimo Burial e al 2step alle commistioni prettamente Tv On The Radio, (il nome a cui di frequente sono stati accostati negli ultimi mesi), fino alla psichedelia pop degli americani Yeasayer.

E non solo: si risale agli ’80 di XTC (Constant), Scritti Politti e Liquid Liquid, ai poliritmi alla Talking Heads mediati dall’Africa sostrato comune, e ancora ad Arthur Russell, al soul funk di Prince, alla vena melodica prettamente brit pop di ascendenza comune beatlesiana, fino ai Sonic Youth e ai Battles.

Una stratificazione la loro che porta allora ad un risultato per accumulo mai fine a se stesso, il pop che si reinventa inglobando una miriade di elementi ibridi. Molto più della somma delle parti.

(7.2/10)

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Teresa Greco
Teresa Greco (Album 2009)