Recensione
Autumn Louderbach
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minimal techno, post-punk Voti redazione e staff

Louderbach

Autumn

Minus Records

Prendete i Pan Sonic quando si chiamavano zero barrato, aggiungete un po’ di post-punk virato dark e deep firmato Two Lone Swodsmen e sostanzialmente il progetto Louderbach eccolo là. E’ la seconda prova per Miller e Pierce e Hawtin non poteva farseli scappare.

Autumn esce per la M_Nus dell’uomo di plastica e lo smalto minimal e quella voglia di drogarsi intrinseca nel lavoro lascia pochi dubbi: è come se Dave Gahan si facesse di eroina con Mika Vainio dentro un cubo nero Borg. Naturalmente a spedirceli è stato Alan Vega in persona con risultati tra il deja vu pesante e qualche bell’androne (One Hundred Reasons).

Il ma arriva subito: l’energia è instabile. D’accordo, Miller non è semplicemente un vocalist, del resto neanche uno che ha venduto l’anima all’Hell DJ. Ne viene un prodotto necessario quanto i riferimenti a cui fa capo non smettono di piacerci con concessioni allo sballo ordinario troppo evidenti (indovinate un po’ a cosa allude Nothing More Than A White Poison…). Se volete sentire un cantato ugualmente sotto effetto ma di carisma nettamente superiore accostate l’orecchio a Chelonis R. Jones. Li c’è la deep qua c'è la minimal. Fate i vostri conti, slaves to Mr Brown.

(6.5/10)

Scheda: Louderbach

Pubblicazione: 21 Maggio 2009

File under: minimal techno, post-punk

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Edoardo Bridda (Album 2009)

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