Recensione
Ooodipooomn Now
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avant pop rock Voti redazione e staff

Now

Ooodipooomn

Pickled Egg

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Sapevate di una scena denominata Utrophia? No? Neppure io. Fatto sta che sta accadendo nella zona sud est di Londra, Deptford, quattro passi da Greenwich. Colà si trova l'Utrophia Project Space, un club dove convergono giovani artisti in procinto di immaginare da par loro la globalizzazione immanente. Musicalmente, ciò significa far incontrare la kosmische tedesca con l'electro, il prog e il folk in una prospettiva comunque pop. Tra le molte band che portano acqua al mulino, i Now sono tra quelle più coinvolte anche per ciò che riguarda l'organizzazione e la promozione.

Fondato nel 1998 da Justin Paton, il combo sembra essersi stabilizzato come quintetto in occasione di questo terzo lavoro che obbedisce al canovaccio suddetto offrendocene una versione ingegnosa e visionaria, un soffice stordimento a base di etnicismi wave, folk lisergico, malie elettroniche, ghigni noise-jazz e ossessioni kraute. Chitarre, percussioni, synth, ottoni, archi e cori per confezionare qualcosa di bislacco ed esotico, vagamente indeterminato e volutamente artificioso. Nel guado tra le accattivanti sperimentazioni Jim O'Rourke e le ipnosi Yo La Tengo, dei Notwist strattonati Tom Tom Club, certe perorazioni Stereolab sotto sedativo John Cale, dei Jefferson Airplane con fregole Velvet Underground e Can. Non a caso gli è capitato di condividere progetti e palcoscenici con gente del calibro di Mike Watt e Damo Suzuki.

Magari non è abbastanza per attendersi l'inaudito, però è apprezzabile lo sforzo di sintetizzare qualcosa di nuovo.

(6.9/10)

Scheda: Now

Pubblicazione: 04 Giugno 2009

File under: avant pop rock

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2009)

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