Recensione
Bande À Part Nouvelle Vague
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80s pop Voti redazione e staff

Nouvelle Vague

Bande À Part

Pias

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C’è chi l’ha considerato l’operazione di marketing più riuscita dell’ultimo secolo e chi invece ha scorto il guizzo inventivo dietro il rivestimento modaiolo, fatto sta che l’omonimo debutto del 2004 dei francesi Nouvelle Vague, ovvero Marc Collin e Olivier Libaux, ha travolto tutti. Sulla carta, l’idea di intingere icone new wave nei colori caldi della bossa nova poteva rivelarsi pericolosamente disastrosa, e invece, grazie a un mix di arrangiamenti leggeri e voci suadenti il risultato è stato sorprendente.

Naturale che alla seconda prova in studio e svanita l’aura di novità la domanda sia: e ora? Ebbene, Bande À Part non è nient’altro che la riproposizione speculare del fortunato esordio: cover di brani più o meno importanti degli anni Ottanta (The Killing Moon degli Echo & The Bunnymen, Blue Monday dei New Order, Bela Lugosi’s Dead dei Bauhaus, la terna migliore del lotto), con una particolare propensione per quelli più melodici (Let Me Go degli Heaven 17, Don’t Go degli Yazoo) catapultati d’improvviso alle isole Fiji, tra percussioni appena accennate, rifrangersi delle onde, armoniche morriconiane (Escape Myself dei Sound), donzelle dall’ugola soave e fiumi di mojito sulla spiaggia (Ever Fallen In Love dei Buzzcocks).

Un pezzo d’estate senza le suggestive sfumature di un tramonto, anche per chi è in cerca di effimere frivolezze.

(5.5/10)

Scheda: Nouvelle Vague

Pubblicazione: 01 Giugno 2006

File under: 80s pop

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Valentina Cassano (Album 2006)

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