Recensione
Modern Guilt Beck
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electro rock Voti redazione e staff

Beck

Modern Guilt

XL

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Con la collaborazione del gettonato e richiestissimo Brian Burton – a.k.a. Danger Mouse, Beck approda a uno psych blues contaminato, pieno di beat funk spezzati, figlio dei Sessanta ma ancorato ai Novanta; una miscela simile a quella che abbiamo già visto concretizzarsi nell’ultimo Gnarls Barkley e per certi versi nei Gorillaz. Un suono e una produzione riconoscibilissimi, che si vengono a mescolare con il consueto autoremix d’autore, quel becktionary a cui abbiamo assistito negli ultimi anni sin dai tempi di Guero (2005) e poi The Information (2006).

D’altra parte è stato un Beck senza troppe sorprese quello degli ultimi anni, privo dell’urgenza espressiva della prima fase, che ci aveva piacevolmente stupito l’ultima volta nel pacato e cantautorale Sea Change. Un Beck che oggi sembra fare del “mestiere” di classe la sua cifra autoriale, con guizzi sparsi e assortiti.

C’è da dire che Modern Guilt ha dalla sua un attento lavoro sul “suono”, riportando l’atmosfera sin da subito in scure e dense matrici sixties, rischiarate da aperture orchestrali ed elettroniche. Si apre con la miscela blues.lisergica di Orphans, dal sapore beatlesiano/beachboysiano, in cui fa appena la comparsa ai cori un’eterea Cat Power, che ritroviamo anche nei breakbeat dell’ariosa Walls; e ancora surf rock da colonna sonora ’60 (Gamma Ray), ballad che sembrano uscite da Sea Change (lo psych rock di Chemtrails, tra Beta Band e Flaming Lips, Volcano), la title track per un valzer ancora dal retrogusto beatlesiano, il blues tra The Roots e Stones di The Soul Of A Man, il british rock alla Traffic di Profanity Prayers. Con le consuete tematiche apocalittiche e futuristiche e un bel po’ di disillusione in più sull’oggi e il domani.

In sostanza una rivisitazione postmoderna di frammenti musicali disparati, shakerati nel frullatore beckiano (e ripassati al microonde dangermouse-iano), per un album che nulla aggiunge a una carriera più che illustre, ma ha il pregio - non da poco - di farsi ascoltare e di essere coeso.

(6.7/10)

Scheda: Beck

Pubblicazione: 10 Luglio 2008

File under: electro rock

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