Recensione
Self Titled Lonely Rat (The)
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folk Voti redazione e staff

Lonely Rat (The)

Self Titled

Ghost Records

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Diversamente da quanto si pensa, non è affatto facile registrare un buon disco voce e chitarra. Di Pink Moon ce n'è uno ogni quarant'anni e ci sembra di poter affermare con una certa sicurezza che il momento di sostituire il buon Nick Drake nell'immaginario comune non sia ancora giunto. Questione di congiunture, di approccio alla musica, di ricorsi storici ma anche di sensibilità. Se nel 1972 il Nostro registrava minimale per necessità musical-esistenziali, oggi lo si fa perché il lo-fi fa figo, soprattutto in certi ambienti.

Non fraintendetemi. Matteo Griziotti aka The Lonely Rat non se la cava affatto male nel collezionare queste tredici stazioni in bilico tra folk, blues e sporadiche esplorazioni fuori tema – la psichedelia della title-track – e nemmeno gli si può chiedere di riservare una maturità quasi fuori luogo al disco d'esordio. Di offrire a chi ascolta un identità forte, pero', si. E invece al terzo-quarto ascolto ci si ritrova ancora al punto di partenza, a cercare una chiave di lettura che non sia quella di mettere in mostra un po' di mestiere, buone doti sul fingerpicking e un'onesta passione musicale. Insomma, tutto gradevole, educato, virtuoso e consapevole. Tuttavia lontano dall'apparire imprescindibile.

(6.4/10)

Pubblicazione: 09 Giugno 2009

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Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2009)

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