Terza uscita del progetto all-stars curato da Dj Muggs. Le prime due, '97 e '00, due buoni dischi, il primo soprattutto, proponevano una versione meno hc e più soul del linguaggio inventato coi Cypress Hill: hip-hop come torbida appiccicosa psichedelia meticcia, influenze soprattutto latine, e rock, una tensione apocalittica nei testi e nelle atmosfere. Un linguaggio che ha fatto scuola e ha dettato uno standard, adottato spesso da figli degeneri, che ne hanno copiato lo stile senza avere lo stile per poterlo fare. Lo dice uno per cui i Cypress Hill non sono certo la tazza da té.
Intermission vuole essere allora una celebrazione, esce anche in edizione limitata con megalibretto, ancora una volta i vocal guest sono tanti e prestigiosi, ma si registra un calo, forse fisiologico, con basi più elettroniche e più generaliste, tante tastiere ariose e pretenziose, e più tamarrate sparse (tipo i pianismi classicheggianti a reggere il pur bravo Necro in Rep Yo Shit). Il disco si ripiglia verso la fine, bello Planet Asia, ma è Planet Asia appunto, in un pezzo con base tra carillon russo e coriandoli di videogame, quasi nauseante, e bello il pezzo conclusivo, che si stacca da tutto il resto, con piano cabaret-jazz a guidare la voce di Dust.
(5.5/10)
Scheda: Soul Assassins
Pubblicazione: 14 Giugno 2009
File under: Crossover hip-hop
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