Recensione
Cassette City Lushlife
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Sunny hip-pop Voti redazione e staff

Lushlife

Cassette City

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Una teenage da nerd musicale fissato coi giradischi, studi di piano classico e batteria jazz, musica anche all'università: Rajes Haldar aka Vitalussureggiante, da Philadelphia, probabili origini indiane, giovane dj, produttore, arrangiatore, mc, compilatore di bootleg indie-dance dal titolo Hello Young World. Nel 2005 mette gratis sul web West Sounds, bastard pop del primo disco di Kanye West e di Pet Sounds: risultato non così stravagante come si potrebbe immaginare, e due milioni di download. Nel 2006, lanciatissimo dall'operazione, il primo disco, per Scenario, Order of Operations, disco molto propositivo, "hip-hop ottimista" dice lo stesso Lush, con basi curate e varie (da cose jazzy a electroniche a DeLaSoul-style). Punto debole però la voce, un rappato monotonissimo, tutto uguale, un timbro che passa così.

Esce ora Cassette City, ancora disco one man band, stavolta anche con parti suonate. La voce migliora, si fa seguire meglio; le basi peggiorano, sono ancora più solari, solarizzate, e meno eclettiche, con certe sinteticherie fuori posto. Tormentone istantaneo (ma con sfumatura negativa) Another Word for Paradise, coi Camp Lo, ospiti assieme a Ezra Koenig dei Vampire Weekend e il weirdo Ariel Pink. Il tentativo è quello di sposare rapping, electronica e cantautorato-indie. Tentativo però.

(5.8/10)

Scheda: Lushlife

Pubblicazione: 15 Giugno 2009

File under: Sunny hip-pop

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2009)

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